di
Biagio Angrisani
La multinazionale tedesca a "tre strisce" schiera sei
nazionali, firma il pallone e veste gli arbitri. C'è anche Umbro
(filo-Nike) con tre squadre
venerdì 04 maggio 2012
ROMA - Sorteggiate l’arbitro, noi portiamo anche il pallone:
Tango 12. Adidas sempre in campo. Tra poco più di un mese prende il via
Euro 2012 e le grandi “big” dell’abbigliamento sportivo hanno già tutto
pronto per offrire al mercato i loro nuovi prodotti. La “spinta” per il
mercato globale arriverà dalle immagini provenienti dalla Polonia e
dall’Ucraina, sedi del Campionato Europeo per Nazioni. Sedici squadre,
quattro mega aziende in lizza con la Nike che punta su due tavoli. Giro
d'affari miliardario.
ADIDAS ÜBER ALLES - Oltre al pallone e alle divise degli arbitri,
il marchio a "tre strisce" veste sei nazionali: Spagna (campione in
carica), Germania, Russia, Grecia, Danimarca e Ucraina. Rispetto
all’edizione Europeo 2008 disputato in Svizzera e Austria, la
multinazionale tedesca (13,5 miliardi di fatturato nel 2011) ha nel book
una nazionale in più, ma ha perduto la Francia che dallo scorso anno è
passata sotto le insegne della Nike. Sei nazionali su sedici, ossia il
37,5 per cento delle squadre in lizza. Tenendo conto anche delle forze
in campo (Spagna e Germania) la probabilità di andare avanti aumenta.
Concorrenza permettendo.
NIKE, GIVE ME A HIGH FIVE! – Dammi il cinque! Give me a high
five! Ecco la Nike, cinque in campo: Polonia, Olanda, Croazia,
Portogallo e la citata Francia. La multinazionale statunitense
(fatturato 14,5 miliardi di euro nel 2010) per le i prossimi europei dal
punto di vista stilistico ha puntato per ogni squadra sulla “visual
identity” monocromatica con “citazioni” relative alla storia della
nazionale. Per l’Olanda ricerca storica con omaggio alla prima nazionale
1904 e la scritta sul colletto “Nieuwe Meesters” (Nuovi Maestri).
Naturalmente per la Croazia è d’obbligo la scelta bicromatica con
scacchi bianchi e rossi. Scritta sul colletto “Uvijek Vjerni” (Sempre
Fedeli). Elemento principale è l’utilizzo del tessuto Nike Dri-FIT
ricavato da polyester riciclato: ogni maglia è realizzata da 13
bottiglie di plastica. Da un punto di vista tecnico la maglia è più
leggera del 23% rispetto a quella precedente e più resistente del 20%
(dati aziendali).
UMBRO, L’ALTRA FACCIA DELLA NIKE – Umbro è un produttore
britannico di abbigliamento sportivo nato nel 1924 a Wilmslow nel
Cheshire con il quartier generale a Manchester. Esporta in circa novanta
Paesi e dal 2007 il marchio è di proprietà della Nike. La Umbro a Euro
2012 schiera tre nazionali: Inghilterra, Svezia e Repubblica d’Irlanda.
Rispetto al 2008 ha due nazionali in più: Inghilterra e Repubblica
d’Irlanda. La nazionale inglese vestirà una maglia (classica) con i
colori della croce di San Giorgio. Per la Svezia la prima maglia è
gialla con pinstripes blu sulla parte frontale e l’orlo delle maniche è
blu. Particolare la forma del colletto a righe gialloblù. Per la
Repubblica d’Irlanda una maglia verde (doppia tonalità) e una bianca con
banda verticale verde (scuro e schiaro) sulla destra che probabilmente
utilizzerà nella gara contro l’Italia nell'ultima gara del girone C il
18 giugno.
PUMA "TIFA" ITALIA - La multinazionale tedesca fondata nel 1924 a
Herzogenaurach con il nome Gebrüder Dassler Schuhfabrik da Rudolf
Dassler, fratello di Adolf "Adi" Dassler fondatore della Adidas, dal
1948 prende il nome Puma Schuhfabrik Rudolf Dassler. Nel 2011 ha
fatturato circa 3 miliardi di euro. All’Europeo 2012 sponsorizza
soltanto due nazionali (Italia e Repubblica Ceca). Netto il passo
indietro rispetto al 2008 quando aveva in scuderia cinque squadre.
Sponsor storico dell’Italia, la Puma che presentato con ampio anticipo
il suo nuovo kit per l’Italia. Oltre alla maglia azzurra anche una
divisa bianca con fascia orizzontale sul petto di colore azzurro. Per i
portieri ha puntato sul grigio, colore tradizionale. Sul petto lo
scudetto tricolore con le quattro stelle simboleggianti i mondiali
vinti, citati anche nella parte interna del colletto. L'Italia è l'unica
nazionale a fregiarsi di tale prerogativa a livello continentale, ma
non vince l'Europeo dal 1968, ossia 44 anni, lo stesso periodo che passò
dalla conquista del secondo titolo mondiale azzurro (1938) e il terzo
(1982).