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15 Mag 2012 

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di Biagio Angrisani

Durante la sfilata dei Citizens l’Apache ha alzato la scritta “R.I.P. Fergie” (Riposa in pace, Fergie). Il City prende le distanze e si scusa con il tecnico dei Red Devils

martedì 15 maggio 2012


ROMA - L’argentino Carlitos Tevez ha un conto in banca molto cospicuo, addirittura stratosferico agli occhi degli abitanti dell’Ejército de los Andes, il barrio povero dove è nato, detto anche Bronx. L’Apache è esuberante. Lasciò la scuola per ovvi motivi. E’ un istintivo "quilombero" (casinista). Parla mischiando spagnolo, lunfardo e un po’ di cockney, ma che esibisca sul band-wagon del City un cartello per lanciare un’invettiva contro Ferguson, tecnico del Man Utd, utilizzando un’abbreviazione latina è proprio il massimo!

«R.I.P. FERGIE» - "Requiescant in pace Fergie!" Riposa in pace Fergie. Il lugubre cartello è apparso nelle mani dell’Apache sul “carro del vincitore” durante la parata dei Citizens per le strade del centro di Manchester. Il titolo di campione d'Inghilterra al City dopo 44 anni di attesa ha scatenato un po’ tutti e Carlitos non è uno che va tanto per il sottile. Già in precedenza aveva avuto comportamenti non proprio elegantissimi con sir Ferguson, suo ex tecnico al Manchester Utd. «Sei uno che parla troppo» gli disse l’Apache in diretta tv durante un derby dopo che era passato al City. Mimò anche con la mano il becco dell’oca affinché fosse chiaro a tutti il concetto. Che Alex Ferguson sia un baronetto per volere di Sua Maestà Britannica è noto come pure è palese che lo scozzese non sia uno stinco di santo. Altrimenti non riusciva a stare da cinque lustri sulla panchina dei Red Devils.

IL CITY CHIEDE SCUSA – Il Manchester City ha subito preso le distanze dal cartello esibito dall’Apache, chiedendo scusa al baronetto Ferguson. Noblesse oblige! Va bene farsi prendere un po’ dall’euforia, ma scadere nel “quilombo” sudamericano è sembrato eccessivo ai vertici societari dei Citizens. Un dubbio c’è: “Rest in peace Fergie” è stato scritto dall’Apache oppure Carlitos ha soltanto alzato il cartello? I lettori del Corriere dello Sport-Stadio certamente ricordano il cartello volgarissimo contro l’Inter alzato da Ambrosini durante i festeggiamenti rossoneri per la vittoria della Champions nel 2009 nonché la risposta parimenti di Materazzi nei successivi festeggiamenti nerazzurri. Ogni mondo è paese. "The Soccer Tribe" (La Tribù del Calcio) è molto popolata. Oggi la scena tocca all'Apache.

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14 Mag 2012 




di Biagio Angrisani

Oggi pomeriggio la sfilata del "carro del vincitore" con Mancini & c. Si annunciano centinaia di migliaia di Citizens lungo il percorso

lunedì 14 maggio 2012
ROMA - Il "band-wagon" del Man City è pronto a partire. Nel pomeriggio parata dei Citizens per le strade del centro di Manchester per festeggiare dopo 44 anni la vittoria del campionato inglese nonché la prima Premier League. Scelto già il percorso. Si partirà da Albert Square, già transennata dalle prime ore del mattino. Nessun biglietto è richiesto per accedere alla Piazza da dove partirà il bus con la squadra, ma i “primi che arrivano alloggiano meglio” recita in sostanza il comunicato ufficiale Manchester City.

SI PARTE DA ALBERT SQUARE - La pre-parata inizierà oggi pomeriggio alle ore 18 (in Italia ore 19). Il bus scoperto, con il tecnico Roberto Mancini, tutti i componenti della rosa e lo staff, partirà alle 18,30. La municipalità di Manchester ha autorizzato il “carro del vincitore” a percorrere queste strade per ricevere l’abbraccio e l’ovazione dei Citizen: Princess Street 18.30, Portland Street: 18,45; Deansgate: 19, St Mary’s Gate: 19,30; Corporation Street: 19,45. Non è ammessa nessuna deroga per eventuali cambi di percorso né di orario. I tradizionali rivali del Man Utd, superati all’ultimo istante nella corsa alla conquista dellla Premier League, non rientrano tra gli invitati. La municipalità di Manchester prevede l’afflusso di oltre centomila spettatori lungo il percorso.

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06 Mag 2012 



di Biagio Angrisani

La squadra di Perrone ospita il Monterotondo. Martina-Sarnese a Bitonto e senza pubblico: ai campani basta il pari per volare in Seconda Divisione, ma è da tripla

domenica 06 maggio 2012

ROMA - Oggi in Serie D si decidono le restanti tre promozioni per accedere alla Seconda Divisione Lega Pro. Hanno già tagliato il traguardo, in ordine cronologico, Pontedera (E), Castiglione (B), Venezia (C), Forlì (D), Teramo (F) e Hinterreggio (I). Per la squadra calabrese è la prima volta

SALERNO E VALLEE D'AOSTE IN POLE POSITION - Restano a questo punto altre tre promozioni da assegnare nei gironi A, G e H. Oggi ultima giornata. Partono in pole position la Vallée d'Aoste nel girone A che ha un punto di vantaggio sul Chieri e riceve il Verbano, il Salerno (girone G) che ha una lunghezza di vantaggio sul Marino. La squadra campana ospita all'Arechi il Monterotondo (ancora non salvo) mentre il Marino sarà impegnato in trasferta contro il Pomigliano in corsa per i play off. All'Arechi a spingere la formazione salernitana, guidata dal tecnico Carlo Perrone, contro la compagine laziale si annunciano almeno ottomila spettatori. Ieri a Salerno erano stati venduti già più di settemila tagliandi.

MARTINA-SARNESE A BITONTO E SENZA PUBBLICO - Nel girone H decisivo lo scontro diretto tra la Sarnese e il Martina. I campani partono con due punti di vantaggio: la gara si gioca in campo neutro a Bitonto e senza pubblico. Il Martina se vuole conquistare il salto in Lega Pro deve vincere.

RETROCESSE - Ecco le squadre già matematicamente retrocesse in Eccellenza: Lascaris, Cantù San Paolo (A); Gallaratese, Fiorenzuola (B); Gradisca (C); Sestese, Santacroce (D); Sansovino, Zagarolo, Gropup Città di Castello (E); Real Rimini, Luco Canistro (F); Boville (G); Gaeta, Angelo Cristofaro Oppido Lucano (H); Cittanova Interpiana (I).


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04 Mag 2012 





di Biagio Angrisani


Nella finale ad Arezzo la squadra campana ha vinto il trofeo tricolore con una doppietta di Vitale. Di Babuin la rete del SandonàJesolo

venerdì 04 maggio 2012

ROMA – Il Sant’Antonio Abate, ancora alla ricerca della salvezza in campionato, fa festa vincendo la Coppa Italia di Serie D battendo nella finale disputata ad Arezzo il SandonàJesolo per 2-1 con una doppietta di Vitale. Di Babuin il momentaneo pareggio della formazione veneta.

SANDONA'JESOLO RECLAMA UN RIGORE - Il SandonàJesolo ha protestato per la mancata concessione di un calcio di rigore nei primi minuti della ripresa per un atterramento di Babuin in area non giudicato falloso da Rapuano di Rimini. La formazione di Tedino nella seconda parte della gara ha cercato il gol del pareggio senza però trovare il guizzo decisivo. Nel complesso una gara molto bella e combattuta.

CAMPANI SUBITO IN GOL
- Nel primo tempo, invece, superiorità della formazione campana subito in gol al primo minuto: Martone sguscia via in area con un’abile finta e induce Zanella al fallo che gli costa l’ammonizione e il calcio di rigore. Dal dischetto realizza Vitale che spiazza Memo. I veneti pareggiano al 17’ con una magia di Babuin che, visto il portiere campano fuori dai pali, disegna una parabola imprendibile a pallonetto da oltre 30 metri. I campani tornano subito in attacco e al 18’ Sifonetti colpisce con una bordata da fuori area la traversa.

MARTONE ASSIST MAN - Il Sant’Antonio Abate al 28’ raddoppia: Sifonetti verticalizza per Martone che in area fa da sponda per l’accorrente Vitale che non sbaglia il gol del 2-1. A fine gara grande entusiasmo per la tifoseria campana. Il Sant’Antonio Abate per la prima volta iscrive il suo nome sull’albo d’oro della Coppa Italia di Serie D. Domenica la squadra campana cerca di conquistare la salvezza evitando i play out così potrà partecipare alle semifinali play off come plus aggiunto derivante dalla conquista del trofeo tricolore.

SandonaJesolo-Sant’Antonio Abate 1-2
SANDONAJESOLO (4-4-2): Memo; Poscoliero, Travaglini, Zanella, Miniati; Lavagnoli, Gattoni, Nichele, Babuin (40’ st Maragon); Fantin, Llullaku. A disp: Tomei, Zanette, Soncin, Busatto, Malacarne, Buratto. All. Tedino.
SANT'ANTONIO ABATE (4-4-2): D’Auria; Tommaseo, D’Aniello, Imparato, Cassese; Angelino, Aliperta, Chierchia, Sifonetti (30’ st Morella); Vitale (40’ st De Dilectis), Martone. A disp: Della Pietra, Laureto, Mattera, Russo, Nettuno. All. Cimmino. ARBITRO: Rapuano di Rimini.
GUARDALINEE: Torre di Chieti e Pizzigalli di Pesaro.
MARCATORI: 2’ Vitale pt (SAN), 17’ pt Babuin (SAJ), 28’ pt Vitale (SAN).
NOTE: spettatori 900 circa (almeno cinquecento campani). Gara trasmessa in diretta da Rai Sport. Ammoniti: Zanella e Poscoliero (SAJ), D’Aniello (SA). Calci d’angolo 8-2. Rec.: pt 2’, st 0.

ALBO D’ORO* 1999-2000 Castrense 2000-2001 Todi 2001-2002 Pievigina 2002-2003 Sansovino 2003-2004 Juve Stabia 2004-2005 Uso Calcio 2005-2006 Sorrento 2006-2007 Aversa 2007-2008 Como 2008-2009 Sapri 2009-2010 Matera 2010-2011 Perugia 2011-2012 Sant’Antonio Abate
* prima della stagione 1999/2000 la Coppa Italia di Serie D era unificata a quella di Eccellenza.


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04 Mag 2012 




di Biagio Angrisani

La multinazionale tedesca a "tre strisce" schiera sei nazionali, firma il pallone e veste gli arbitri. C'è anche Umbro (filo-Nike) con tre squadre

venerdì 04 maggio 2012


ROMA - Sorteggiate l’arbitro, noi portiamo anche il pallone: Tango 12. Adidas sempre in campo. Tra poco più di un mese prende il via Euro 2012 e le grandi “big” dell’abbigliamento sportivo hanno già tutto pronto per offrire al mercato i loro nuovi prodotti. La “spinta” per il mercato globale arriverà dalle immagini provenienti dalla Polonia e dall’Ucraina, sedi del Campionato Europeo per Nazioni. Sedici squadre, quattro mega aziende in lizza con la Nike che punta su due tavoli. Giro d'affari miliardario.

ADIDAS ÜBER ALLES - Oltre al pallone e alle divise degli arbitri, il marchio a "tre strisce" veste sei nazionali: Spagna (campione in carica), Germania, Russia, Grecia, Danimarca e Ucraina. Rispetto all’edizione Europeo 2008 disputato in Svizzera e Austria, la multinazionale tedesca (13,5 miliardi di fatturato nel 2011) ha nel book una nazionale in più, ma ha perduto la Francia che dallo scorso anno è passata sotto le insegne della Nike. Sei nazionali su sedici, ossia il 37,5 per cento delle squadre in lizza. Tenendo conto anche delle forze in campo (Spagna e Germania) la probabilità di andare avanti aumenta. Concorrenza permettendo.

NIKE, GIVE ME A HIGH FIVE! – Dammi il cinque! Give me a high five! Ecco la Nike, cinque in campo: Polonia, Olanda, Croazia, Portogallo e la citata Francia. La multinazionale statunitense (fatturato 14,5 miliardi di euro nel 2010) per le i prossimi europei dal punto di vista stilistico ha puntato per ogni squadra sulla “visual identity” monocromatica con “citazioni” relative alla storia della nazionale. Per l’Olanda ricerca storica con omaggio alla prima nazionale 1904 e la scritta sul colletto “Nieuwe Meesters” (Nuovi Maestri). Naturalmente per la Croazia è d’obbligo la scelta bicromatica con scacchi bianchi e rossi. Scritta sul colletto “Uvijek Vjerni” (Sempre Fedeli). Elemento principale è l’utilizzo del tessuto Nike Dri-FIT ricavato da polyester riciclato: ogni maglia è realizzata da 13 bottiglie di plastica. Da un punto di vista tecnico la maglia è più leggera del 23% rispetto a quella precedente e più resistente del 20% (dati aziendali).

UMBRO, L’ALTRA FACCIA DELLA NIKE – Umbro è un produttore britannico di abbigliamento sportivo nato nel 1924 a Wilmslow nel Cheshire con il quartier generale a Manchester. Esporta in circa novanta Paesi e dal 2007 il marchio è di proprietà della Nike. La Umbro a Euro 2012 schiera tre nazionali: Inghilterra, Svezia e Repubblica d’Irlanda. Rispetto al 2008 ha due nazionali in più: Inghilterra e Repubblica d’Irlanda. La nazionale inglese vestirà una maglia (classica) con i colori della croce di San Giorgio. Per la Svezia la prima maglia è gialla con pinstripes blu sulla parte frontale e l’orlo delle maniche è blu. Particolare la forma del colletto a righe gialloblù. Per la Repubblica d’Irlanda una maglia verde (doppia tonalità) e una bianca con banda verticale verde (scuro e schiaro) sulla destra che probabilmente utilizzerà nella gara contro l’Italia nell'ultima gara del girone C il 18 giugno.

PUMA "TIFA" ITALIA - La multinazionale tedesca fondata nel 1924 a Herzogenaurach con il nome Gebrüder Dassler Schuhfabrik da Rudolf Dassler, fratello di Adolf "Adi" Dassler fondatore della Adidas, dal 1948 prende il nome Puma Schuhfabrik Rudolf Dassler. Nel 2011 ha fatturato circa 3 miliardi di euro. All’Europeo 2012 sponsorizza soltanto due nazionali (Italia e Repubblica Ceca). Netto il passo indietro rispetto al 2008 quando aveva in scuderia cinque squadre. Sponsor storico dell’Italia, la Puma che presentato con ampio anticipo il suo nuovo kit per l’Italia. Oltre alla maglia azzurra anche una divisa bianca con fascia orizzontale sul petto di colore azzurro. Per i portieri ha puntato sul grigio, colore tradizionale. Sul petto lo scudetto tricolore con le quattro stelle simboleggianti i mondiali vinti, citati anche nella parte interna del colletto. L'Italia è l'unica nazionale a fregiarsi di tale prerogativa a livello continentale, ma non vince l'Europeo dal 1968, ossia 44 anni, lo stesso periodo che passò dalla conquista del secondo titolo mondiale azzurro (1938) e il terzo (1982).

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